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Norcini e ciarlatani

Leggiamo dal bel libro “Le Umbriache – Ricette e racconti con i vini umbri”, di Alida Serviziati e Mara Quadraccia, edito dalla nostra consorziata Editrice Punto Uno, delle tecniche di lavorazione che hanno reso famosi anche fuori dal proprio territorio gli abitanti dell’alta Valnerina, terra di boschi e pascoli a sud-ovest dei Monti Sibillini, con le quali hanno saputo mettere a frutto le poche risorse disponibili.

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Figure dell’Alto Tevere

Selezioniamo dal calendario 2011 del Comune di Umbertide (PG) alcune storie di figure caratteristiche di quei luoghi nell’Alta Valle del Tevere, e dal sito del Comune stesso alcune belle immagini.

Un piccone, una pala e un vajo artigianale, costituito da un rozzo telaio di legno e da una rete, spesso ricavata da un vecchio letto. Erano gli unici compagni di lavoro del “renajolo”, personaggio sempre presente nel paesaggio tiberino lungo i pietricci o  con i piedi a mollo nell’acqua.

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La Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa nella Regione Lazio

Il lago di Nazzano, esteso per circa 300 ettari, ha avuto origine dall’ampliamento dell’alveo del fiume Tevere in seguito alla costruzione da parte dell’Enel, tra il 1953 e il 1955, di uno sbarramento artificiale per produrre energia elettrica. Il più lento scorrimento delle acque fluviali, frenate dalla diga, e la confluenza del torrente Farfa hanno creato questo nuovo habitat che nel corso degli anni si è popolato di specie di flora e fauna tipiche delle zone umide.

Gradualmente salici, pioppi ed ontani hanno colonizzato le sponde del bacino, dando vita ad una vera e propria “boscaglia ripariale”, mentre la cannuccia di palude e la tifa hanno rivestito i banchi di detrito, che con il tempo si sono accumulati presso le rive o al centro del lago, formando dei caratteristici isolotti.

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La navigazione sul Tevere

La valle di un grande fiume e dei suoi affluenti rappresenta un sistema territoriale. Se le acque hanno trovato il passaggio più agevole per giungere tutte allo stesso posto – di certo indipendentemente dai confini politici o politico-naturali tracciati nel bacino – e se gli spostamenti di persone, armenti e merci risultano facilitati lungo i percorsi tracciati dalle acque, è normale che alla “comunità idrica” segua una qualche forma di comunità umana. Magari sarà una comunità limitata, che non raggiunge tutti gli angoli del bacino, formata in parte da etnie diverse, ma comunque una comunità sociale, basata su legami personali e mercantili e, più in generale, legami di comunicazione.

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                           I Ponti del Tevere  

 La Provenza, nel suo nucleo territoriale, così come è conosciuto dal punto di vista turistico (più piccolo della intera regione amministrativa Provenza-Alpi-Costa Azzurra), ha una superficie dello stesso ordine di grandezza del bacino del Tevere, fra 17.000 e 18.000 kmq. Vi passa il Rodano, con il suo tratto terminale fino alla foce nella Camargue.  Ad Avignone il fiume è caratterizzato dal famoso ponte, noto in tutto il mondo, anche grazie alla canzone per bambini “Sur le Pont d'Avignon”. 

Voi con quale ponte caratterizzereste il bacino del Tevere? 

 ponte Cavour

Scrivetelo a: tiberina@unpontesultevere.com

Per conoscere i ponti sul Tevere di Roma, cliccate sul logo...    ponti di roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Continua il Programma: per la regione Tiberina ogni giorno dal 2011 al 2020 è un Centocinquantenario, visto il ruolo-chiave di questi territori per tutto il periodo dal 1861 fino a Porta Pia e all’annessione dello Stato Pontificio al Regno d’Italia nel 1870. Continuate a inviarci i vostri articoli a:

tevere150@unpontesultevere.com


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“Salito a Spoleto, mi sono recato sull'acquedotto che fa anche da ponte tra una montagna e l'altra. Le dieci arcate che scavalcano la valle se ne stanno tranquille nei loro mattoni secolari, e continuano a portar acqua corrente da un capo all'altro di Spoleto. Per la terza volta vedo un'opera costruita dagli antichi, e l'effetto di grandiosità è sempre lo stesso. Una seconda natura, intesa alla pubblica utilità: questa fu per loro l'architettura, e in tal guisa ci si presentano l'anfiteatro, il tempio e l'acquedotto.”           

(J.W. GOETHE, Viaggio in Italia)